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Time Capsule #1 - VIVA ITALIA

Andrea Marangoni

L’italia dista 10.000 Km dalla California. Se questa distanza ci pare notevole oggi, nel 1988 era siderale: Niente comunicazione in tempo reale su internet, contenuti fisicamente imprigionati nelle pagine di una rivista oppure dentro un videocassetta. La possibilità di vedere lo Skateboarding in TV era praticamente inesistente. Non stupisce dunque come la funzione dei demo tour e dei pro skater che ne erano protagonisti, fosse un po 'quella dei “missionari” alla scoperta di mondo nuovo e la conquista delle sue anime. 

Il contenuto che vi proponiamo per la prima uscita di Time Capsule è quello apparso su di un numero di Thrasher del 1988. A firmarlo è Marco Contati, skater d’eccezione tra i pionieri dello Skateboarding Italiano che ha per altro scattato anche le foto contenute nell’articolo.

Di lì a poco avrebbe intrapreso la carriera di fotografo  e giornalista, fondando prima Skate and Snowboard e poi Freezer: due riviste che in momenti differenti settarono il tono della scena nazionale, formando migliaia di skate incluso chi vi scrive. Respect.

NB. Non deteniamo i diritti di questo articolo, pensiamo però che questa piccola infrazione di essere commessa con il fine più alto di  tramandare un pezzo di storia della scena nazionale. In caso i detentori dei diritti la pensassero diversamente, fatecelo sapere, provvedere di conseguenza. Buona visione & lettura.

 

VIVA ITALIA

Macchine veloci, belle ragazze e trick ignoranti nella terra della pasta Testo e foto di Marco Contati

Driin... driin... driin... "Pronto! Sì, sono io... Ah, ciao Angelo!"

È iniziata così. Ero in camera mia a fare le mie cose quando mi chiama Angelo Zambito. Strano. Ci conoscevamo dai tempi delle gare di slalom (parlo degli anni '70), ma non ci sentivamo spesso. All’epoca lui era un drago tra i coni, mentre io ero solo un ragazzino curioso alle prime armi sulla tavola. Poi le nostre strade si sono divise: Angelo ha aperto un park per skate e pattini, io ho iniziato a girare il mondo, sempre in movimento, sempre in skate. In quegli anni la scena italiana era totalmente underground: ci stavamo tutti dentro un furgone Volkswagen. Da allora, lo skateboarding è esploso.

Attacco il telefono e realizzo che la scena sta per diventare ancora più grossa. Angelo ha deciso di organizzare un tour della Bones Brigade in Italia e vuole che sia io a fargli da guida.

Una settimana dopo sono diretto all’Action Now, il park di Angelo (N.D.R. in seguito evoluto nel New Roller di Salussola). È inizio settembre e l'80% del tour è già pronto. Ho disegnato i piani per le strutture in legno e li ho mandati ai vari shop. Il tour attraverserà il Nord Italia, rimbalzando da una costa all’altra dello stivale. Tommy Guerrero e Mike Vallely arriveranno tre giorni prima dell’inizio, insieme al filmer Jon Malvino.

13 settembre 1988, ore 12:00 Sono a Malpensa. Dei due skater nemmeno l'ombra. Mi sparo un paio di trick sui cordoli fuori dall’aeroporto davanti a dei colletti bianchi allibiti, finché non sento l'annuncio: l’aereo è atterrato. Dopo qualche altro grind, vado al punto d'incontro e vedo subito un tipo seduto su una sacca di Thrasher. Mike Vallely mi fa un cenno, mentre Tommy torna dall’ufficio cambi. Si parte: direzione il park di Angelo, la nostra base.

Mentre guidiamo, vedo le loro facce farsi cupe. C'è un silenzio di tomba nel furgone. Mi sa che non sono abituati allo stile di guida italiano: i sorpassi sulle statali a due corsie non sono esattamente la loro idea di relax. Arriviamo da Angelo giusto in tempo per il pranzo—il momento sacro dello stile di vita italiano.

15 settembre Siamo scesi a Genova, sul mare, per goderci un po’ di skating sotto il sole. Pomeriggio allo spot di Punta Vagno. I local sono gasatissimi.

16 settembre Ancora a Genova. Session mattutina sui muretti di metallo a ferro di cavallo per scaldarsi. Dopo mangiato, andiamo a skateare sul tetto di un depuratore. Poi ci spariamo tutti gli ostacoli sulla discesa ripida e finiamo in una pista di pattinaggio per un po' di delirio in flat.

17 settembre Oggi c'è la prima demo. Dobbiamo scendere ancora più a sud verso Viareggio. Entriamo dal retro e troviamo un mini-ramp da paura e un sacco di strutture. Il posto è pieno di skater di ogni tipo. I ragazzi prendono le tavole e si buttano nella mischia. Dopo un attimo di shock generale, gli italiani si fermano tutti a guardare questi mostri americani. Il delirio scatta a ogni trick. È la prima vera demo pro in Italia. La folla impazzisce per i Smith grind e gli ollie stilosi di Tommy. Mike entra a cannone con Miller flip, 360 lien air, ollie flip to rock and roll e chi più ne ha più ne metta. Angelo è al microfono, gasa la folla come un pazzo. I ragazzi sparano degli ollie giganti da un jump ramp di un metro, con ogni tipo di grab. I ragazzini sono ipnotizzati da trick che non avevano mai visto nemmeno in foto. Chiudiamo la giornata con pizza a mezzanotte e poi dritti a nanna.

18 settembre Andiamo sulla costa est. La demo di oggi è in un palazzetto del basket con il parquet. "Ehi, questo barattolo non può fare i 150, amico. Esploderà," dice Jon Malvino in un momento di panico. Angelo parte con i rider e Jon sale con me. Maciniamo chilometri. Arriviamo a Ravenna e capiamo che l’organizzatore, il sig. Donati, ha fatto un lavoro di promozione pazzesco. C'è una folla di oltre 1.200 persone paganti che aspetta i pro. "Gran bella scena, rampe fighe," dicono tutti. I pro si godono la demo, la folla e un quarter-pipe con un bel platform largo.

19 settembre Mattinata di shopping a Ravenna. Un ragazzino ci indica da una finestra e urla a un amico: "Quello è Tommy Guerrero!". "Dobbiamo andare, raga. Alle cinque dobbiamo essere dall’altra parte d'Italia." Il programma serrato inizia a stressarli. Dopo un altro viaggio ai 140 all'ora tra facce preoccupate, arriviamo in piazza. Ci ritroviamo in mezzo a uno sciame di ragazzini mentre cerchiamo di parcheggiare. A Livorno sta succedendo qualcosa di strano: la piazza è l’anarchia totale. Non c'è un organizzatore e sembra che non freghi niente a nessuno. Allo shop scopro che la polizia ha bloccato tutto perché non avevano i permessi.

Un’ora dopo, i ragazzini trovano l’hotel e si piazzano fuori ad aspettarli. Mi chiedo se siano skater o solo cacciatori di autografi. Passa un'altra ora e capiamo che la demo ufficiale è saltata. Il proprietario dello shop aveva solo un permesso verbale e i vicini si sono lamentati. Tommy e Mike sono scazzati: non vogliono che i ragazzini pensino che non hanno voglia di skateare. Dopo cena, quando rimangono solo i veri appassionati, io e Mike prendiamo le tavole e andiamo in piazza. Alcuni local tirano fuori la rampa che avevano nascosto e inizia la demo underground. Niente luci, solo adrenalina. Mike vola, senza mai sbagliare un colpo. Dopo una bella session di jump ramp ci spostiamo dall’altra parte della piazza di marmo a forma di L. Iniziano i wall ride usando la rampa.

20 settembre Ancora session in piazza. Un muretto inclinato che unisce due livelli è perfetto per i railslide. Mike e Tommy distruggono lo spot. Il viaggio di oggi è breve, ma dobbiamo andare. "Quella piazza era una figata," penso mentre guidiamo verso Parma. Becchiamo un po' di traffico ma arriviamo nella vecchia piazza ciottolata. Ci sono delle belle rampe che rendono la demo divertente nonostante il terreno faccia schifo. È il pubblico più esperto visto finora: niente assalti per gli autografi, ma boati proporzionati alla difficoltà dei trick. Qui lo skate è arrivato da poco, ma sembra che abbiano già capito tutto. La parte più dura del tour è andata.

21 settembre Guido verso Milano e, senza dire niente, li porto verso un canale di cemento gigante e pulito. Appena lo vedono, i ragazzi impazziscono. È il momento in cui li ho visti più gasati di tutta la settimana. Dopo un test sotto il cavalcavia, risaliamo il canale per un miglio finché non troviamo una vecchia carcassa di macchina abbandonata proprio sopra il bank. Spot micidiale, distrutto subito. Usano la macchina per fare wall-ride, grind e ollie. Provando un ollie-to-tail, Tommy si impunta e rotola fino in fondo al canale. È incazzato nero: si è fatto male e non può più skateare in uno spot così figo. Persino Jon Malvino molla la telecamera per farsi un giro in tavola.

22 settembre Ultimo giorno a Milano. Tommy finalmente riesce a fare un po’ di shopping. Ehi, al tipo non interessa solo lo skate: gli piacciono i vestiti giusti e vuole essere sempre stiloso. Ci fermiamo in mezzo ai turisti davanti al Duomo. Giriamo un po' di cazzeggio mentre migliaia di piccioni ci volano sopra la testa. Poi via verso l'Action Now per la festa finale. Tommy stringe i denti e skatea nonostante la botta del giorno prima. Musica a palla, session in rampa, goofy footers, ollie, transfer giganti, qualche birra... a Mike rubano il cappellino, ancora rampa e poi la notte finisce.

23 settembre Oggi è il giorno dei saluti. Ancora un po' di guida "stile italiano", ma stavolta niente facce spaventate. Ormai i ragazzi ci hanno fatto l'abitudine. 

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